Caso Englaro, dopo 10 anni ancora non decolla la legge sul Biotestamento

Il nome di Eluana Englaro, a dieci anni dalla scomparsa, resta il simbolo della lunga battaglia per ottenere il riconoscimento del diritto ad una “fine dignitosa”.

Un diritto sancito ufficialmente con l’approvazione nel 2017 della legge sul Biotestamento (o Disposizioni anticipate di trattamento Dat) che tuttavia, dopo due anni, non decolla: all’appello, infatti, manca ancora il Registro o Banca dati nazionale delle Dat, che di quella norma rappresenta il fulcro che serve a garantirne la piena operatività.

I ricordi del padre, Beppino Englaro, della figlia e della sua dolorosa vicenda sono indelebili: una carrellata di immagini nitide gli ritornano in mente, soprattutto non dimenticherà quel 9 febbraio 2009 quando, dopo la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale autorizzata dalla magistratura, Eluana morì in una clinica di Udine.

Fonte: Ansa.it / Tgcom24.it

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