Grazie a te, mi sento più forte: l’artista curda Zehra Dogan e la sua lettera clandestina per Bansky

Era il mese di marzo 2018 quando, il famoso street artist Bansky, insieme all’amico Borf, dedicò un murale di New York all’artista curda Zehra Dogan, imprigionata perché colpevole di aver postato su instagram il ritratto delle rovine fumanti della città curda di Nusaybin, distrutta dalle forze di sicurezza turche. Condannata a due anni e dieci mesi, dal carcere, la Dogan, riesce a postare clandestinamente, perché le è vietato, una foto della lettera di ringraziamento scritta per il collega  di Bristol Bansky, che non ha esitato a condividerla sul suo instagram.

Il suo murale la rappresentava dietro le sbarre, denunciando la sua prigionia ingiusta e rendendole un grande favore: grazie a lui, artista internazionalmente riconosciuto, anche se resta tuttora anonimo, l’ingiustizia della vicenda ha preso una rilevanza maggiore. La Dogan ringrazia Bansky ammettendo che grazie al suo supporto, la missione della sua arte può dirsi compiuta. Questa resta l’unica consolazione, perché “in giorni come questi, non si può sopportare di vivere” dichiara l’artista dal carcere.

L’arte lega le persone e le idee senza dover fare i conti con la distanza. La denuncia dei governi repressivi è un atto di estremo coraggio che può costare caro, eppure la Dogan non smette di lavorare e, come ci fa sapere il portavoce del gruppo di attivisti Free Zehra Dogan, dipinge su grandi fogli di carta con colori ricavati dai pochi materiali a sua disposizione.

Così, grazie alla forza che le viene inviata dall’esterno e da tutto il mondo, l’artista lotta fino alla fine anche in condizioni estreme, sostenuta dalla approvazione di tutti coloro che combattono contro il sistema.

Fonte: theartnewspaper

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

Check Also

Riconosciuta la bambina ad una coppia omosessuale. Tribunale impone riconoscimento delle mamme

Le donne ridotte a semplici “madri” anziché persone. I bambini considerati “minori” da proteggere anziché valorizzare. …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Facebook
Twitter
Instagram
Google+
RSS