Il lungo ritratto di Saviano sul New York Times

Ho fatto lo stesso errore dei soldati che vanno in guerra come volontari. Quando un soldato va in guerra pensa: ‘O vengo ucciso, o torno a casa’. È un errore. Perché quando torni a casa, hai perso le gambe, hai l’epatite, non riesci a dormire… Io non sono né vivo né morto. Non mi hanno ucciso. Ma non mi hanno lasciato vivere. Di certo non voglio morire, ma odio la camorra più di qualsiasi altra cosa, perché ha rovinato il mio paese. Non nego di avere sentimenti di vendetta verso la camorra.

Queste le parole dello scrittore Roberto Saviano nel racconto che lascia di sé al The New York Times 

In occasione dell’uscita di “The Piranhas”, la traduzione inglese de La paranza dei bambini (Feltrinelli 2016), Saviano ha raccontato della sua vita sotto scorta, della sua Napoli, in cui crede e per la quale ha messo in pericolo tutta la sua vita.

Ha scelto un romanzo per raccontare la camorra per poter entrare nel profondo dei personaggi, “ho preso la libertà di immaginare i loro pensieri”.

L’articolo sonda anche la tensione attiva tra il vicepremier Matteo Salvini e lo scrittore sulla questione migranti e le varie diatribe on line.

Fonte: laRepubblica

 

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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