La facoltà di Medicina dell’università di Tokyo sotto indagine per le quote di genere

L’ultima discriminazione di genere arriva dal Giappone: la facoltà di Medicina dell’università di Tokyo è sotto indagine per aver alterato i risultati dei test di ammissione delle candidate per favorire l’ingresso degli uomini.

La manomissione è iniziata nel 2011 poiché nel 2010 le donne ammesse sono risultate il doppio rispetto all’anno precedente. Da allora l’Università ha iniziato a manomettere i test di ammissione e a calare il numero delle donne ammesse al 30 %.

La convinzione è che le donne, una volta sposate o diventate madri, non riescano a coprire i turni richiesti nel lavoro in ospedale.

Il sito del Nikkei Asian Review rivela infatti che le donne, secondo l’ospedale universitario di Tokyo, tra gravidanza e cura della famiglia e figli, non riescono a conciliare casa e lavoro.

All’ultimo test d’ingresso di febbraio hanno partecipato 2.614 persone, il 39% donne. Secondo una fonte anonima l’università era preoccupata per il fatto che da alcuni anni c’è carenza di medici in Giappone; inoltre voleva assicurarsi di avere abbastanza medici da far lavorare negli ospedali a cui è legata.

In realtà in Giappone si possono fissare delle quote di genere negli atenei, ma i candidati devono esserne a conoscenza.

Le accuse di discriminazione sono sotto indagine insieme alle precedenti accuse di corruzione secondo il quale l’università avrebbe alzato il punteggio del figlio di un importante funzionario governativo.

Intanto, in Italia, il dato delle donne medico è in aumento rispetto ai colleghi di sesso maschile: lo rivelano i dati Almalaurea.

Fonte: ilSole24ore

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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