McDonald’s, il fast food della globalizzazione: In 9 nazioni è off-limits

I ristoranti McDonald’s sono diffusi in tutto il mondo, impiegano a tempo pieno circa 438 000 persone e sono diventati uno dei simboli più riconoscibili della cosiddetta globalizzazione, dello stile di vita frenetico e del consumismo moderno.

Gestiti dalla McDonald’s Corporation, sono la maggiore catena di ristoranti di fast food nel mondo. Dal 2018 la sede è a Chicago, mentre in precedenza era Oak Brook, un sobborgo della città, nello Stato dell’Illinois.

Thomas Friedman, saggista e famoso editorialista statunitense, ha fatto una curiosa osservazione, ribattezzata poi la Golden Arches Theory: nessun paese con all’interno un McDonald’s ha mai attaccato un altro paese dove è presente un McDonald’s.

Negli Stati Uniti, come del resto in Italia, si può trovare un ristorante McDonald’s praticamente ovunque. Eppure non in tutto il mondo è così, perché ci sono alcune nazioni, 9 in particolare, dove non ne incontri nemmeno uno e i motivi dell’assenza dei due Archi dorati spaziano dal collasso dell’economia alle tensioni politiche.

  • Bermuda. Fino al 1995 su quest’isola caraibica c’era un solo McDonald’s, oggi invece non c’è più nemmeno quello: colpa di una legge, in vigore dagli anni Settanta, che vieta le catene di fast-food straniere.
  • Iran. Le relazioni fra l’Iran e gli Usa sono estremamente tese e McDonald’s ne ha pagato il prezzo, visto che è dal 1979 che non è presente nel paese mediorientale.
  • Macedonia. Fino al 2013 in questo piccolo stato nei Balcani si contavano ben sette ristoranti McDonald’s, la maggior parte dei quali nella capitale Skopje, ma poi la persona che li gestiva ha perso la licenza e così i sette locali hanno chiuso i battenti.
  • Yemen. Le continue minacce degli estremisti, che hanno annunciato rappresaglie armate contro qualsiasi locale che il colosso Usa osasse aprire nello Yemen, rendono impossibile l’apertura del fast food.
  • Montenegro. Un piccolo locale nato nel 2003 aveva esordito alla grande, tanto che le persone avevano cominciato a gradire fin troppo hamburger e patatine. Il governo ha deciso di correre ai ripari agevolando le imprese locali e spezzando di fatto le gambe al colosso statunitense.
  • Corea del Nord. Non sorprende che la Corea del Nord sia ostile alle aziende a stelle e strisce. Pare che però alcuni membri del governo nord coreano avevano sfruttato la loro posizione per far entrare clandestinamente nel paese i prodotti di McDonald’s per il proprio consumo personale.
  • Zimbabwe. Un violento tracollo economico nel 2000 ha costretto i vertici dell’azienda degli Archi dorati a fare molto più di un passo indietro e da quel momento lo Zimbabwe è rimasto totalmente Mc-free.
  • Bolivia. L’ultimo locale della catena ha chiuso nel 2002 e sarà difficile che ne venga aperto un altro in tempi brevi, dopo il Presidente boliviano ha dichiarato: “McDonald’s non è interessata alla salute degli esseri umani, ma pensa solo ai guadagni e ai profitti“.
  • Islanda. Fino al 2009 c’era un solo ristorante nella capitale. Le ultime voci parlano però di un possibile ritorno a breve sull’isola della catena di fast-food.

Fonte Corriere.it

About Del Peschio Marco

Webmaster e Graphic Designer. Scrittore a tempo perso, moderatore di commenti e gestore pagine ufficiali social network per La242.tv

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