Juventus, Sarri si presenta: “Juve molto determinata, voglio far superare record a Ronaldo”

E’ tempo di presentazioni per il nuovo allenatore della Juventus Maurizio Sarri, che è intervenuto in conferenza stampa, ecco alcune delle sue parole.

“Non ho mai visto una società così determinata a prendere un allenatore in 30 anni di panchina. Questo mi ha convinto, vedere una dirigenza così compatta ad andare verso un allenatore”.

Sulle differenze dell’Italia rispetto alla Premier League: “Penso abbiamo davanti un percorso lungo. Le strutture devono essere la partenza, poi cambiare l’atmosfera dentro gli stadi, in Inghilterra ti giri e la panchina è circondata da bambini. Il clima è diverso. Il gioco? Qui fatica a decollare rispetto a loro perché lì il risultato è un po’ meno importante e rischiano di più.

Sulla possibile vittoria della Champions League: “Se entriamo in un discorso di Champions è chiaro che la Juventus ha l’obbligo di partire con l’obiettivo di vincere, ma con la consapevolezza che a livello europeo ci sono squadre che hanno la stessa forza. Le responsabilità secondo me sono più forti a livello italiano che non europeo”.

Sul modulo: “Non si parte dal modulo. Si deve capire quali giocatori sono adatti, conoscerli, parlarci e intorno ai giocatori più qualitativi costruire intorno il modulo. Ho fatto il 4-3-3, il 4-2-3-1, il 4-3-2-1. Al Chelsea avevo un 4-3-3 diverso da quello del Napoli”.

Su Cristiano Ronaldo: “E’ un escalation anche sotto questo punto di vista. Mi sono trovato ad allenare giocatori forti, poi molto forti nel Chelsea, qui c’è un passo avanti e si va al top mondiale. E’ un’emozione, è un ragazzo che ha quasi tutti i record che si possono avere nel calcio mondiale, mi piacerebbe fargliene battere qualcun altro. Io ho allenato il giocatore che ha fatto più gol in Serie A, mi piacerebbe averne due. Sarebbe una soddisfazione enorme”.

Sullo scontro Napoli-Juve: “Ho vissuto tre anni in cui mi svegliavo la mattina e il mio primo pensiero era quello di sconfiggere la Juventus. La Juve vinceva e noi eravamo l’alternativa più credibile. Il mio dovere morale e professionale era dare l’impossibile per battere la Juventus. Ho dato il 110%, lo rifarei, non ci siamo riusciti, però è chiaro che è un’avversità sportiva. Se ho un avversario che voglio sconfiggere in tutti i modi lo posso odiare, ma apprezzare”.

Sul “tradimento” verso il Napoli: “No, ho qualche messaggio che metterebbe tutto in discussione. Il giocatore che sta in un ambiente fa le dichiarazioni per convivere in un ambiente, poi i messaggi personali sono altri e con altri toni. Il resto della domanda ho risposto, ho fatto un percorso al Napoli da cui sono uscito per scelta della società, poi sono andato all’estero e sono tornato in Italia con una società importante che mi ha voluto fortemente. Io penso nella vita di aver rispettato tutti perché per chi ho lavorato ho dato il 110%”.

Sullo scetticismo: “Arrivo con scetticismo come dappertutto. Arrivo a Empoli dalla C e sono tutti scettici, arrivo a Napoli da Empoli e sono tutti scettici, arrivo al Chelsea dal Napoli e sono tutti scettici, arrivo alla Juve dal Chelsea e questo potrebbe scatenare meno scetticismo, ma c’è la storia mia. Ed è giusto che ci sia, come un po’ di rancore. Poi conosco un solo modo per togliere lo scetticismo: vincere e convincere. Andare in campo, fare risultato e divertire, non vedo altre strade sinceramente”.

Su Dybala: “Io penso che chi ha le qualità di Dybala o Cristiano può giocare in ogni ruolo. Cambiano le caratteristiche e la squadra si deve adattare alle loro caratteristiche”.

Sull’abbigliamento e la tipica tuta: “Parlerò con la società, non ne abbiamo parlato. Io preferirei non andare con la divisa sociale, chiaramente fuori dal campo indosserò la divisa sociale, c’è scritto nel contratto, in campo vediamo. L’importante è che a questa età non mi mandino nudo”.

Sul gioco offensivo: “CR7, Dybala, Duoglas Costa è un potenziale top player ancora non esploso con continuità, ma bisogna partire da questi giocatori di grande talento e vedere cosa costruirgli intorno. Non ho nominato Higuain, non ho nominato Mandzukic. Sono sono andato per esempi, non volevo escludere nessuno”.

Sul termine Sarrismo: “Io non lo so che è il Sarrismo. Ho letto sulla Treccani che è una filosofia calcistica e non solo. Io ho sempre vissuto e pensato così. non è che io siccome mettono Sarrismo sulla Treccani penso a come è nato. Io sono questo, negli anni ho cambiato modo di vedere il calcio e la vita, ma spero di essere rimasto lo stesso nei concetti”.

Fonte: tuttojuve.com

About Amedeo Menci

Nato nel 1994, sono giornalista pubblicista. Appassionato di sport, amo inoltre il Cinema e le serie TV

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