Processo ‘Ndrangheta “Aemilia”, condanna di 2 anni per Vincenzo Iaquinta

Vincenzo Iaquinta, ex attaccante di Udinese, Juventus e della Nazionale italiana, è stato condannato in primo gradi a 2 anni di carcere nell’ambito del processo di ‘ndrangheta “Aemilia”.

Il giocatore, che ha fatto parte della fortunata spedizione guidata da Marcello Lippi che vinto i Mondiali del 2006 in Germania, ha dichiarato: “Il nome ‘ndrangheta non sappiamo neanche cosa sia nella nostra famiglia. Non è possibile. Mi hanno rovinato la vita sul niente, perché sono calabrese, perché sono di Cutro”.

Il padre di Vincenzo, Giuseppe Iaquinta, accusato e processato per associazione mafiosa, è stato condannato a 19 anni di reclusione. Entrambi erano presenti all’udienza di ieri, Mercoledì 31 Ottobre.

Vincenzo Iaquinta è nato a Crotone il 21 Novembre 1979. Cresce calcisticamente nel Reggiolo, dove resta due anni. In seguito viene acquistato dal Padova, con cui esordisce in Serie B, ottenendo 13 presenze con 3 reti. Al termine della stagione viene ceduto al Castel di Sangro, con cui passa due stagioni in Serie C1.

Nell’estate 2000 viene acquistato da una società del massimo campionato, l’Udinese, dove in 7 anni colleziona 176 gare e realizza 58 reti. Nel Giugno 2007 passa alla Juventus per 11,3 milioni di euro, firmando un contratto quinquennale: segna 30 gol in 86 partite.

In Nazionale realizza in totale 6 reti in 40 presenze: la più importante, senza dubbio, è quella segnata al Ghana il 12 Giugno 2006 nella partita d’esordio dell’Italia ai Mondiali del 2006 in Germania.

Fonte Gazzetta dello Sport | Wikipedia

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