2 agosto 1980: la strage di Bologna

Sono le 10.25 di un sabato 2 agosto 1980, quando un’esplosione alla stazione centrale di Bologna spezza nel sangue la tranquilla routine che vede gli italiani pensare alle vacanze, partire, soffrire il caldo delle città. Era un giorno come questo, eppure un giorno indimenticabile nelle coscienze degli italiani.

Il boato si riverbera sull’edificio di Piazza Medaglie d’Oro, la sala d’aspetto della stazione, di quelle di seconda classe, il ristorante e gli uffici al piano superiore vengono disintegrati.

Anche un treno fermo sui binari. Il bilancio della strage più sanguinaria della storia italiana è 85 morti e 200 feriti.

Le macerie seppelliscono violentemente i passeggeri del treno in attesa di partire, i lavoratori del ristorante-bar, anche due tassisti.La vittima più piccola è Angela Fresu, appena 3 anni, e poi Luca Mauri, di 6, Sonia Burri, di 7, fino a Maria Idria Avati, ottantenne, e ad Antonio Montanari, 86 anni.

Nella concitazione delle ricerche e dei possibili salvataggi viene utilizzato ogni mezzo, anche un autobus, il 37 venne utilizzato per trasportare i corpi, tutti danno una mano, tutta l’Italia partecipa attivamente, disperandosi.

Sandro Pertini arriva sul posto, il presidente della Repubblica è commosso e angosciato dal silenzio della città, spezzato solo dalle sirene delle ambulanze.

Inizialmente si pensò ad una fuga di gas, a una caldaia, ma lì non ce n’erano.

38 anni dopo, la strage resta ancora senza mandanti, senza spiegazione. Oggi, alla commemorazione parteciperà il ministro della giustizia, Alfonso Bonafede. 

Terrorismo e mafia, una mano fascista e sicuramente una ingiustizia, una ingiustizia che resta ancora impunita.

Fonte: Ansa

 

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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