Allarme clima: abbiamo 12 anni per evitare la catastrofe

Un rapporto speciale del gruppo intergovernativo che studia i cambiamenti climatici Ipcc, ha rivelato come prioritaria la necessità di ridurre drasticamente il consumo di energia da parte dei settori più dispendiosi in termini di energia: industria, trasporti e immobili.

Il rapporto, frutto del lavoro di 91 scienziati da 40 Paesi sulla base di più di 6mila paper scientifici, ha studiato l’aumento della temperatura media in diversi decenni. Questo aumento dipende principalmente dall’azione umana: le emissioni hanno impatto di 0,2 gradi ogni decade.

Continuando così, l’aumento di 1,5 gradi potrebbe essere raggiunto già nel 2030, vale a dire tra dodici anni. A questo ritmo a fine secolo l’aumento potrebbe raggiungere almeno i tre gradi, se non oltre.

L’aumento delle temperature provocherebbe un’accentuazione dei fenomeni meteorologici estremi, come siccità e allagamenti. 

L’obiettivo che l’Ipcc indica come necessario è infatti una riduzione del 45% delle emissioni globali di anidride carbonica entro il 2030, rispetto ai livelli del 2010, e l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050.

Questo da solo non basterà, bisognerà spostare le fonti energetiche verso quelle rinnovabili, che dovranno raggiungere una quota del 70-85% del fabbisogno globale entro il 2030, con un progressivo abbandono delle fonti fossili, carbone in primo luogo, a dispetto delle recente decisione cinese di riprenderne l’estrazione. 

Inoltre si dovranno introdurre tecnologie che possano garantire un assorbimento, cattura e stoccaggio dei gas serra presenti nell’atmosfera, che però sono ancora molto indietro.

Fonte: ilsole24ore

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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