Botte ad una neonata perché “femmina”

Prendeva “a schiaffi” la figlia di poco più di un anno perché era di “sesso femminile e non maschile”, come lui avrebbe voluto, e costringeva la moglie, che aveva sposato quando lei aveva 15 anni in Pakistan, a una lunga serie di violenze colpendola, tra l’altro, con calci e pugni, con una cinghia e stuprandola. La donna e la figlia ora sono in una comunità.

L’uomo, arrestato a fine agosto scorso e difeso dal legale Maria Pia Licata, era accusato di maltrattamenti perché, tra marzo e giugno scorso, avrebbe sottoposto la moglie e la figlia, nata nel febbraio 2017, “ad atti di violenza fisica e psicologica”.

In particolare, dallo scorso 5 marzo e “in più occasioni, adoperava violenza – si legge nell’imputazione – sulla figlia minore prendendola a schiaffi in quanto di sesso femminile e non maschile, come il padre avrebbe voluto”

Violenze continue tra le mura domestiche, violenze sotto gli occhi di una bimba di appena un anno, anche lei percossa da un padre orco, un padre che sognava un figlio maschio.

L’afgano, secondo quanto riportato dal Corriere, è stato condannato pure per sequestro di persona poiché chiudeva a chiave la partner, impedendole di fatto di uscire.

Fonte: IlMessaggero.it

About Veronica Pozzi

Laurea Triennale in Servizio Sociale presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Laureanda magistrale in Management delle Politiche Sociali e dei Servizi Sociali presso l'Università degli Studi Roma 3.

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