Imputato prende ostaggi alle Poste: “Sono quello condannato a 19 anni”

Un imputato condannato pochi giorni fa nel maxi-processo di `ndrangheta `Aemilia´, e da allora irreperibile, si è asserragliato lunedì mattina dentro l’ufficio postale di Pieve Modolena, frazione di Reggio Emilia, con un coltello da cucina.

Avrebbe fatto uscire i 7 clienti presenti nella struttura al momento dell’irruzione, tenendo in ostaggio 4 dipendenti e la direttrice della filiale, in via Fratelli Cervi 160.

Si tratta del 55enne Francesco Amato, resosi latitante subito dopo la sentenza emessa 5 giorni fa, che ha coinvolto anche l’ex calciatore Vincenzo Iaquinta e suo padre. “Vi ammazzo tutti “ avrebbe urlato l’imputato una entrato all’interno dello stabile.

“Sono quello condannato a 19 anni”. Dopo qualche ora è stata fatta uscire una donna che, appena fuori, ha avuto un mancamento ed è stata soccorsa dal personale del 118.

Amato ha nel frattempo proseguito  la trattativa con le forze dell’ordine, all’esterno dell’ufficio postale dentro cui Amato si è asserragliato intorno alle 9 del mattino, facendo uscire tutti i clienti e prendendo in ostaggio i dipendenti .

Sul posto le forze dell’ordine, che hanno chiuso le strade e avviato la trattativa.

Amato, che ha chiesto di poter parlare con il ministro dell’Interno Matteo Salvini, era stato condannato in rito abbreviato per associazione a delinquere di stampo mafioso a 19 anni e 1 mese insieme al fratello Alfredo.

Fonte: Virgilio.it    Ilrestodelcarlino.it

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Collaboratrice La242

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