In Italia dilaga il razzismo

In questo momento il governo sta sottovalutando l’ondata di violenza razzista nel nostro paese e questo è un dato di fatto: in poco più di un mese e mezzo la conta dei casi più eclatanti di aggressioni è fuori controllo mentre altri piccoli episodi a sfondo razzista continuano a impeversare come in una epidemia, seppur inosservati.

I governanti intanto liquidano la questione, inseriscono nel nostro orecchio la pulce del complotto di sinistra, ma, proprio nella giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani siamo tutti chiamati a lottare contro la diffusione dell’odio e delle fake news, come quella famosa sullo smalto di Josefa.

Oggi l’aggressione fisica ai danni dell’atleta azzurra Daisy Osakue, che ha ricevuto delle uova in faccia da parte di due uomini in macchina che le si sono accostati mentre rientrava a casa, a Torino. La ragazza ha dimostrato una forza d’animo pazzesca e non rinuncia a partecipare ai Campionati Europei di Berlino anche se ha contratto una lesione alla cornea.

Su  Twitter il giornalista Luigi Mastrodonato ha mappato le aggressioni avvenute a partire dall’insediamento del nuovo governo Lega-M5S, cioè dal 1 giugno 2018.

In Italia esiste l‘Osservatorio per la Sicurezza Contro gli Atti Discriminatori (OSCAD) per i reati razzisti e di tipo penale; i reati a matrice discriminatoria sono i più vari, includono etnia, nazionalità e religione, tutti accumunati dallo stesso testo normativo senza distinzione di motivazione.

I dati parlano di un incremento evidente del numero di crimini a motivazione xenofoba e questo fenomeno non riguarda solo l’Italia ma anche altri paesi europei, come la Francia, mentre Euronews dichiara che “nell’ultima decade i crimini d’odio in Italia sono aumentati esponenzialmente. Il fenomeno dunque si svincola dalla cronaca quotidiana e investe un discorso sociale e culturale più ampio“.

Per i piccoli casi di odio a sfondo razziale lo spazio di denuncia resta quello online dei Social, dove si possono trovare incidenti e testimonianze di autisti di autobus che non fanno salire persone di colore, munite di regolare biglietto; un uomo che vive in Italia da vent’anni, in una Asl dell’Abruzzo si è sentito rispondere ” Vattene. Questo non è l’ufficio del veterinario”.

Di questi piccoli ma giganteschi casi di discriminazione non si può non parlare, non denunciare, non appoggiare con solidarietà le vittime di una Italia che non è solo odio, ma una Italia che non tace di fronte a ciò è ingiusto.

 

Fonte: Rollingstone / euronews

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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