Monterotondo: Deborah racconta la quotidianità con il padre violento. Pm: archiviazione per legittima difesa

La Procura di Tivoli, ha firmato il decreto di remissione in libertà.

Deborah era ai domiciliari: l’accusa nei suoi confronti è stata derubricata da omicidio volontario in eccesso colposo di legittima difesa. E presto dovrebbe arrivare l’archiviazione

Deborah più volte, nel suo racconto, parla degli occhi “spiritati” del padre: “Mi sfidava con lo sguardo, con quegli occhi. Si muoveva a scatti quando era ubriaco. Diceva che io gli dovevo volere bene perché lui era mio padre. E per questo mi insultava, mi urlava contro. Quando era ubriaco, si accaniva contro mamma. A volte faceva come per strozzarla, le stringeva un braccio intorno al collo. Allora io avevo davvero paura“.

La ragazza racconta poi del fatto che passasse moltissimo tempo chiusa in camera, “mentre lui fuori se la prendeva con mia mamma, le urlava cose terribili. E quindi studiavo. Studiavo moltissimo, era il mio modo per garantirmi un futuro migliore. Pensavo che se avessi studiato, avrei potuto trovare un lavoro e andarmene via da quella casa. La verità è che lo avrei già fatto, se solo non avessi avuto paura che lui, senza di me, avrebbe ucciso mamma e nonna“.

Fonte: Tgcom24.it 

About Veronica Pozzi

Laurea Triennale in Servizio Sociale presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Laureata magistrale in Management delle Politiche Sociali e dei Servizi Sociali presso l'Università degli Studi Roma 3.

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