Processo ‘ndrangheta Aemilia, Francesco Amato si arrende dopo 7 ore. Tutti salvi gli ostaggi

Si chiama Francesco Amato ed è stato condannato solo pochi giorni fa a 19 anni di carcere nel maxi-processo di ‘ndrangheta “Aemilia”, nell’ambito del quale sono stati inflitti 2 anni anche all’ex giocatore della Juventus e della Nazionale, Vincenzo Iaquinta.

Ieri mattina dentro l’ufficio postale di Pieve Modolena, frazione di Reggio Emilia, l’uomo è entrato urlando “vi ammazzo tutti” e poi ha fatto uscire i clienti, tenendo in ostaggio cinque dipendenti, tra i quali la direttrice.

Dopo 7 ore di tensione, fatte di richieste ai Carabinieri, questi ultimi hanno fatto irruzione e portato fuori Amato, che intanto si era arreso.

Scomparso e divenuto irreperibile dal giorno della sentenza, Francesco Amato è entrato nell’ufficio postale come un normale cliente, ma  poi ha estratto un coltello da cucina e si è messo a urlare: “Sono quello condannato a 19 anni in Aemilia, uscite o vi ammazzo tutti“.

L’ACCUSA

Francesco Amato lo scorso 31 Ottobre è stato condannato a 19 anni di carcere nel processo di ‘ndrangheta Aemilia, con l’accusa di essere uno degli organizzatori dell’associazione. Nel 2016, all’inizio del processo, lo stesso Amato aveva affisso un cartellone provocatorio davanti al tribunale di Reggio Emilia, scritto a pennarello e pieno di invettive.

Fonte Tgcom24

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