Catalogna, un anno dopo il Referendum

Nel giorno dell’anniversario del referendum indipendentista disconosciuto da Madrid, Cortei e blocchi stradali da parte dei separatisti catalani stanno segnando le strade della città. L’anniversario del voto non autorizzato che ha tuffato la Spagna nella peggior crisi politica da decenni.

A Girona, alcuni militanti hanno fatto irruzione nella sede locale della Generalitat, l’istituzione a capo della Catalogna riconosciuta da Madrid, con l’intenzione di strappare la bandiera spagnola.

Anche altre città della Catalogna, come Barcellona, stanno vivendo tensioni a causa di manifestazioni.

Il leader separatista catalano Carles Puigdemont, in esilio in Belgio, ha diffuso via social un appello al popolo catalano a restare unito e perseguire l’obiettivo: ” Non dobbiamo desistere dell’unico modo possibile per vivere in una piena democrazia: la Repubblica e il suo riconoscimento internazionale”.

Ecco come andò lo scorso anno: nel gennaio 2016 il separatista Carles Puigdemont diventò presidente della Catalogna e annunciò un referendum per l’autodeterminazione il 1 ottobre 2017. La Corte costituzionale vietò il voto e man mano che la data si avvicinava la polizia arrestò funzionari e sequestrò materiale per il voto. Intanto, i catalani manifestavano. Nel giorno del referendum le forze di sicurezza intervennero sequestrando le urne delle schede in almeno 100 seggi: le immagini delle violenze che avvennero fecero il giorno del mondo.

Fonte: Ansa 

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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