Migranti: facciamo chiarezza su flussi, sbarchi e accoglienza

Sono molteplici le voci e le opinioni, ma soprattutto le accuse che spesso si ascoltano sulla questione dei migranti nel nostro paese eppure i dati parlano di una realtà diversa, vera ma celata da quelle stesse voci alimentate costantemente con lo scopo di fare propaganda politica. Il Ministero dell’Interno ha reso pubblico il cruscotto statistico a cura del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, che espone i risultati frutto di una strategia di governo che ha funzionato e che ha portato nella sola prima parte del 2018, un drastico calo del numero dei migranti irregolari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La linea adottata dal Ministro dell’interno Minniti sembra aver diminuito davvero il numero degli sbarchi del 76,73% dal 2016, e di 80,38% rispetto al 2017.

La tratta del Mediterraneo centrale sembra essere minore rispetto al flusso rilevato nel Mediterraneo Occidentale infatti, questa via è diventata molto più attiva, la Spagna ha raggiunto i 6.400 arrivi solo nel mese di giugno: al momento la Spagna è il paese dell’Unione Europea per approdo di stranieri nordafricani, principalmente di nazionalità marocchina, guineana e maliana.

Per quanto riguarda l’Italia, la diminuzione degli sbarchi è chiara ma si intende precisare che non ha nulla a che fare con le politiche adottate nei confronti delle Ong e il codice da sottoscrivere, e nientemeno è dovuto ai nuovi accordi con la Guardia Costiera Libica, fino a poco tempo fa complice dei trafficanti e ora alleata italiana. La spiegazione potrebbe essere da ricercare non nel mare, ma a terra, dove le barche vengono fermate, oppure lontano dalle coste libiche, nei paesi che stabiliscono frontiere difficili da superare.

Tra i principali porti italiani maggiormente interessati agli sbarchi troviamo Pozzallo, Catania e Augusta; i migranti provengono da Tunisia, Eritrea e Sudan, ma anche Nigeria e Costa d’Avorio. Di questi 17.000 ne sono stati ricollocati in altri paesi europei quasi 13.000. Il pericolo maggiore in cui vanno incontro i migranti però non è la morte in mare piuttosto il territorio libico, in cui si denunciano veri e propri campi di prigionia, come nel reportage dell’Espresso e non c’è dubbio che le reti dei trafficanti dei migranti stiano diventando sempre più organizzate.

Fonti: ilpost.it  sicurezzainternazionale

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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