Zuckerberg: facebook protegge la libertà di espressione

Le parole del fondatore di Facebook sono chiare: non si può assumere il diritto di espellere dal famoso Social Network chi esprime la propria opinione, per quanto questa possa risultare offensiva.

Non è la prima volta che facebook diventa il terreno fertile per la diffusione di gigantesche fake news ed è innegabile ormai il potere che il social rappresenta, per numero esponenziale di utenti e per l’utilizzo dei dati degli iscritti. Si ritrova ora nel mirino per via dei suoi parametri di riferimento, che sono spesso messi in discussione dagli utenti gli stessi che Mark Zuckeberg continua a difendere fino a prendere la decisione di consentire dei contenuti controversi purché non si traducano in danni reali, fisici o in attacchi ad individui.

Nell’ultimo episodio di Recode Decode di Kara Swisher, Mark ha parlato di Cambridge Analytica, e non solo. Il confronto lo ha portato ad ammettere quanto la sua posizione sia potente e quante siano le responsabilità nei confronti dell’umanità. Tuttavia questa grossa responsabilità che pesa sulle sue spalle non include quella di decidere quando una persona dice o meno la verità. Facebook si trasforma così in una terra di nessuno, dove si può alimentare qualsiasi bugia o calunnia. Non ci dovremmo aspettare che sia un social network, attraverso la censura, a fare la differenza. Le persone che costruiscono l’umanità e insegnano sono altre e facebook non si è mai posto come un luogo di acculturazione.

Kara fa presente la questione di quelli che negano l’Olocausto apertamente sulle loro stesse pagine e Mark risponde così: “Okay, tu hai la tua pagina ma se non hai intenzione di organizzare un’armata o una guerra contro qualcuno, o attaccare fisicamente qualcuno, puoi mettere il tuo contenuto sulla tua pagina, anche se in molti potranno trovarsi in disaccordo oppure offendersi”. Nel momento in cui la problematicità delle opinioni non si pone, esse non hanno rilevanza, se non quella che esiste nelle forza morale di coloro che conoscono la storia e la verità.

Zuckerberg ha dovuto chiarire la sua risposta, ammettendo quanto egli trovi la negazione dell’Olocausto altamente offensiva e che non intende difendere le persone che lo negano. Ribadisce inoltre che il suo obiettivo non è quello fare una censura preventiva per chiunque dica qualcosa di non vero, ma quello di fermare le fake news e la disinformazione, l’odio o la violenza.

Conclude dicendo che

“spesso l’unico modo per combattere una offensiva e cattiva conversazione è farne una buona”.

Fonte: Recorde

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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