Cervelli in fuga, aumento i laureati italiani che lasciano il nostro Paese

Cervelli sempre più in fuga dall’Italia. Sono 25.000 i laureati di tutte le età che nel solo 2016 hanno fatto le valigie e varcato i confini nazionali alla ricerca di un’occupazione adeguata a desideri, studi e attitudini. Lo rivela il rapporto del Centro studi Confindustria presentato il 13 Dicembre 2017.

Particolarmente allarmante la situazione dell’occupazione giovanile che ora, diversamente dal passato, «si trasforma in emigrazione».  L’uscita dei giovani, si legge nel rapporto, è infatti proseguita anche nel 2016 e con «flussi accresciuti significativamente»: 61mila tra i 18 e i 39 anni, con +19,1% sul 2015, mentre il totale è stato di 115mila, con il 12% in più.

Dai dati dell’Istat emerge che in cinque anni l’Italia ha perso complessivamente oltre 156 mila tra laureati e diplomati. Nel 2017, più della metà dei cittadini italiani che si trasferiscono all’estero (52,6%) è in possesso di un titolo di studio medio-alto: si tratta di circa 33 mila diplomati e 28 mila laureati.

Ad oggi, dopo un anno esatto dalla pubblicazione di questi dati, la situazione non sembra cambiare.

Le motivazioni che spingono i giovani migranti a lasciare l’Italia – spiega l’Istat – sono da attribuire in parte all’andamento negativo del mercato del lavoro italiano e, in parte, alla nuova ottica di globalizzazione, che induce i giovani più qualificati a investire il proprio talento nei Paesi esteri in cui sono maggiori le opportunità di carriera e di retribuzione.

Fonte: Ansa.it / IlMessaggero.it

About Veronica Pozzi

Laurea Triennale in Servizio Sociale presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Laureanda magistrale in Management delle Politiche Sociali e dei Servizi Sociali presso l'Università degli Studi Roma 3.

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