Economia e Finanza: Astaldi sull’orlo del fallimento?

Dopo che Astaldi ha chiesto il concordato preventivo, l’agenzia di rating S&P ritiene che la situazione dell’Azienda sia “equivalente a un default, perché la richiesta anticipa la sospensione dei pagamenti relativi al debito in essere“.

Astaldi ha presentato al Tribunale di Roma una domanda di concordato preventivo con riserva in vista del deposito di quello in continuità aziendale per superare la temporanea fase di tensione finanziaria e trovare nuova liquidità.

Lo dice una nota del gruppo di costruzioni che, alla luce della situazione, non approverà oggi la semestrale, mentre il titolo continua a perdere terreno scivolando ai minimi storici.

Alle chiusura dei mercati  il titolo ha chiuso con un nuovo minimo storico a 0,41 euro dai 6 euro di in anno fa, portando la sua perdita al 93% circa nell’ultimo anno.

Oltre che sull’azionario, la delicata situazione di Astaldi si riflette sull’obbligazionario dove i titoli sono già scesi nettamente nei giorni scorsi. Ad esempio, il bond dicembre 2020 7,125%, in circolazione per 750 milioni, è indicato a 37-38, il convertibile giugno 2024 (emesso per 140 milioni) a 26-28.

La mossa si è resa necessaria, spiega una nota, a seguito il protrarsi della procedura di vendita del Terzo Ponte sul Bosforo, a causa dalle vicende politiche ed economico-finanziarie che hanno colpito la Turchia e che rendono impossibile proseguire con il vecchio piano di rafforzamento patrimoniale presentato al mercato che si basava su un aumento di capitale e cessioni di asset. L’impegno di JP Morgan a garantire l’aumento per 300 milioni era infatti vincolato alla cessione dell’asset turco.

Il nuovo piano che sarà sottoposto al vaglio del Tribunale e all’approvazione dei creditori è in corso di definizione, anche se già in fase avanzata di studio, e sarà focalizzato a garantire lo svolgimento delle attività, con particolare riguardo alle commesse estere, nonché a salvaguardare le banche creditrici. In particolare verranno costituite due newco controllate al 100% alle quali verranno cedute in affitto, rispettivamente, le attività in JV con partner internazionali, e quelle eseguite direttamente attraverso succursali locali.

Sotto il profilo finanziario il piano prevede l’acquisizione di finanza prededucibile e un aumento di capitale in esecuzione del concordato. Fra le banche maggiormente esposte verso Astaldi, che aveva un debito netto di 1,6 miliardi al 31 marzo, UniCredit, Intesa Sanpaolo e  Banco Popolare di Milano.

Se il Tribunale, come pare probabile, accetterà la domanda, l’Azienda avrà 120 giorni di tempo per presentare un piano di salvataggio, mentre i creditori saranno ‘congelati’.

Tra i creditori ci sono anche i possessori di un bond da 700 milioni in scadenza nel 2020. Astaldi ritiene che le complessive misure adottate, con l’ausilio dei propri consulenti, possano consentire di salvaguardare il patrimonio aziendale, anche a garanzia dei creditori, e di superare le attuali tensioni finanziarie nella continuità dell’operatività della società in Italia.

Infine, si ricorda che la Consob ha vietato le vendite allo scoperto sul titolo fino al termine della seduta del prossimo 4 ottobre. Ieri, 3 Ottobre, il Titolo ha chiuso a 0,424 euro con un rimbalzo di appena il 3,5%.

About Del Peschio Marco

Webmaster e Graphic Designer. Scrittore a tempo perso, moderatore di commenti e gestore pagine ufficiali social network per La242.tv

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