Liste d’attesa troppo lunghe. 2 milioni di italiani rinunciano alle cure

La rinuncia a visite o accertamenti specialistici per problemi di liste di attesa complessivamente riguarda circa 2 milioni di persone (3,3% dell’intera popolazione” mentre “sono oltre 4 milioni le persone che rinunciano per motivi economici”. E’ uno dei dati forniti dall’Istat in audizione alla Camera sulle misure della manovra. A rinunciare di più sono “i più anziani, tra i 45 e 64” e “rilevante” ha detto il presidente Franzini, “è l’intreccio tra rinuncia e condizioni economiche“.

Lo sanno bene le donne over 50 che ogni anno devono fare la mammografia: i tempi di attesa nei centri pubblici sono estenuanti e scoraggiano. Ma anche per gli altri esami diagnostici non si scherza e oltretutto spesso c’è anche l’esborso del ticket. Sono queste le ragioni principali per cui tanti italiani vanno nel privato e pagano a tariffa intera. Secondo i dati del Censis, per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014) e nel Mezzogiorno l’attesa arriva a 142 giorni. 

Il sistema sanitario nazionale rischia il collasso per insufficienza di risorse. Si stima, infatti, che manchino dai 20 ai 30 miliardi di euro per garantire il mantenimento degli attuali standard assistenziali. E già nell’ultimo anno 12,2 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie (1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente).

Di questi  2/3 sono affetti da malattie croniche, a basso reddito, le donne e i non autosufficienti. Non solo: 7,8 milioni di italiani hanno dovuto utilizzare per le spese sanitarie tutti i propri risparmi o indebitarsi.

Fonte: ilsole24ore.com  tgcom24.it

About Veronica Pozzi

Laurea Triennale in Servizio Sociale presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Laureanda magistrale in Management delle Politiche Sociali e dei Servizi Sociali presso l'Università degli Studi Roma 3.

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