Il Genesis Revisited di Steve Hackett al Pistoia Blues Festival

La piazza trepidante è in attesa del Main artist della serata, e alle 22 finalmente è tutto pronto per l’arrivo di Steve Hackett: un pezzo di storia della musica mondiale, intramontabile come lo sono i Genesis, che hanno accompagnato una generazione, e che ancora continuano ad emozionare e a fare proseliti, anche tra chi non è un esperto o semplicemente non ha vissuto quei famosi e indimenticabili anni che hanno fatto la storia del rock.

Gente di tutte le età è stata a dir poco incantata dalla chitarra di Hackett, le sue mani hanno creato una poesia, il suono sempre preciso, pulito, di un uomo che è un virtuoso ma allo stesso tempo non ha la pretesa di voler strafare, non sa mai perdere il percorso della musica, che non esce dai binari e che da spazio agli altri membri della band di esibirsi, come un vero maestro deve saper fare.

I brani eseguiti vanno dai lavori da solista come Every Day e In the Skeleton Gallery, per poi giungere alle rivisitazioni dei classici brani Genesis: Dancing with the moonlit KnightOne for the VineThe Fountain of Salmacis e il meraviglioso Fith of Fifth.

Grandissima esecuzione dovuta non al talento di uno solo, ma all’accompgnamento di una band di eccellenze formata dal tastierista Roger King, alla batteria, percussioni e voce Gary O’TooleRob Townsend ha suonato il Sax, il flauto e le percussioni, il bassista e chitarrista Jonas Reingold, e infine, il performer e voce  Nad Sylvan, straordinariamente tutti coesi.

La fine del concerto non ha fermato il pubblico che ha insistentemente richiesto la band di nuovo sul palco per una ultima canzone: Hackett ci ha accontentati con un medley di MyopiaSlogans e Los Endos.

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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