L’intervista ad Alessandro Florio, il chitarrista del tour Un’Orchestra per Pino Daniele

Abbiamo incontrato il chitarrista Alessandro Florio in occasione del concerto del 9 Agosto ad Amalfi alle ore 21.00 in piazza Municipio (ingresso libero) che lo vede tra i protagonisti di Un’Orchestra per Pino Daniele. Si tratta del progetto dedicato a Pino Daniele (il nero a metà), in programma nell’Antica Repubblica Marinara, con Florio al fianco di Ilaria Bucci (voce), Michele Simonelli(voce), Simone Sala (piano), Mino Berlano (bass), Claudio Romano (drums) e la Molise Light Orchestra diretta dal Maestro Antonello Capuano.

Super ospiti di questo straordinario ensemble, James Senese, Tony Esposito ed Ernesto Vitolo componenti storici della band di Pino Daniele. Nella caratteristica piazza dell’Antica Repubblica Marinara riecheggeranno i più grandi successi di Pino Daniele che hanno segnato in maniera indelebile la storia della musica italiana: A me me piace o’ blues, Chi tene ‘o mare, Quanno Chiove, Tutta N’Ata Storia, E Sona Mò, solo per citarne alcuni.

Se vi state chiedendo perché abbiamo intervistato proprio Alessandro Florio, la risposta è semplice: è amalfitano, si esibirà nella sua città e con lo strumento che Pino Daniele suonava con grande maestria e musicalità.

Voglio metterti subito a tuo agio. Senti il peso della responsabilità?
Assolutamente sì. La sfida sta nel suonare le sue parti di chitarra rispettandolo ma senza volerlo imitare: un confine talmente sottile che è quasi invisibile. Confine che si assottiglia ancora di più quando ad accompagnarti hai i suoi musicisti con quel suono esatto e preciso sentito milioni di volte nei suoi dischi e che per forza di cose ti rimanda al suo suono e al suo modo di suonare… Ma purtroppo Pino non c’è più e tutto quello che posso fare è rendergli omaggio nel miglior modo possibile facendo capo a quello che il jazz spesso mi ha insegnato: ossia rispettare l’idea/il concetto usando però note diverse. Nella vita pratica lo facciamo ogni giorno, ogni qualvolta raccontiamo un qualcosa che a nostra volta ci è stato raccontato: si riporta il concetto ma non si usano quasi mai le stesse parole.

Facciamo un passo indietro, come nasce il progetto “Un’Orchestra per Pino Daniele”?
Il progetto esclusivo e ambizioso è nato nel 2015 da una felice intuizione del pianista e direttore artistico Simone Sala. La filosofia di base era quella di rispettare quasi filologicamente armonie e strutture dei brani così come erano suonati da Pino Daniele e che il mitico Ernesto Vitolo aveva messo a disposizione del direttore d’orchestra Antonello Capuano, il quale le ha poi sapientemente arrangiate per orchestra, arricchendo ulteriormente il tutto. Il progetto ha continuato a crescere e ad evolversi fino ad arrivare all’attuale formazione che comprende oltre al già citato Vitolo anche i noti e carismatici James Senese e Tony Esposito, nucleo di quella mitica band che fece storia. Il repertorio attinge in gran parte dai primissimi lavori di Pino, che coincide poi col periodo di maggior attività di quella sua storica band che annoverava appunto tra gli altri Senese, Esposito e Vitolo.

Cosa ha rappresentato Pino Daniele e cosa rappresentano per te le sue canzoni
Pino Daniele ha svolto un ruolo fondamentale nel mio percorso musicale. Nessuno era musicista nella mia famiglia e non avendo particolari collezioni di dischi a casa, la musica che ascoltavo era quella che che si sentiva in giro. Agli inizi, infatti, quando ero un ragazzino innamorato folle della musica e della chitarra tentavo di riprodurre sullo strumento qualsiasi cosa passasse in radio o tv. Quando mi imbattei nella musica di Pino ebbi non poche difficoltà, viste le armonie piuttosto complesse. Non riuscivo proprio a capacitarmi, fin quando più di una persona non mi disse che per capire quella musica avrei dovuto studiare il Jazz. E così, causa Pino Daniele, mi addentrai nel mondo della musica jazz, me ne innamorai e non tornai più indietro… almeno fino ad adesso, in un circolo che sembra chiudersi solo ora. Amavo la musica di Pino perché riusciva ad arrivare alle persone più umili esprimendo i concetti più nobili in vesti musicali mai scontate, spesso complesse ma comunque immediate: una serie di cose praticamente impossibili da combinare assieme!

 

Fonte: Musicalnews.com

 

About Sara Benvenuti

Giovane cameraman e assistente alla regia

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