Pistoia Blues 2018: Tiriamo le somme

Il main stage del Pistoia Blues Festival è un sogno divenuto realtà: tanti sono gli artisti fieri di poter suonare quanti sono coloro che hanno fame di musica, e raggiungono Pistoia perché consapevoli di non poter restare insoddisfatti. Ce n’è infatti per tutti i gusti: da Alanis Morissette, che ha suonato e ballato in anteprima il 10 luglio, fino a Steve Hackett, icona anni settanta presente sabato 14, per passare da James Blunt e terminare con Mark Lanegan. Stili di musica diversissimi tra di loro, sonorità pop che si fanno crude e si contaminano di Rock, fino al Progressive e Alternative. Ma è il Blues a fare da padrone, quello che viene richiamato dai vari artisti, famosissimi ma anche non famosi. È il caso dei Superdownhome, un duo peculiarmente Old Style, sperimentalisti ma soprattutto legati al Blues vero, quello delle origini; il finale del festival però è stato un regalo di vero vecchio blues, con i Supersonic Blues Machine sale sul palco una pietra miliare della musica, conosciuto in tutto il mondo e che, collaborando con questa fantastica band fa resuscitare il Blues che era stato, nelle serate precedenti, un po’ sepolto sotto sembianze troppo pop: sto parlando di Billy Gibbons degli storici Zztop.

Dice Gibbons, sul palco di aver apprezzato l’Italia, specialmente la birra, ma anche la pasta, e poi di nuovo la birra, e che alle 23 di domenica 15 luglio è finalmente arrivato il momento di “Let’s make some blues”, una frase pronunciata da una voce rauca, intensa, una voce proveniente dalle viscere stesse della musica.

L’evento è organizzato per richiamare l’interesse del pubblico che desidera vedere e ascoltare la star, certo, ma l’importanza del festival fa sì che esso diventi un trampolino di lancio per giovani e poco conosciuti musicisti nostrani, toscani e non. Per molti di loro, come i Virginia Waters, o i Predarubia, il palco diventa un sogno reale, una opportunità per poter essere ascoltati, e lo abbiamo fatto con piacere, ma soprattutto di divertirsi a suonare, a cantare e a ballare. La loro freschezza ed energia è travolgente, la loro bravura innegabile perché l’entusiasmo di stare sullo stesso palco dei big non viene celato, ciò rende questi gruppi degni di essere riconosciuti. Dare loro questa possibilità è una vittoria per il Pistoia Blues 2018, capace di celebrare la musica e il vero rock- blues, con una commistione di artisti impareggiabile.

Contribuisce al successo la bellezza della città Toscana: anche solo la piazza, tra Duomo, campanile e battistero, donano magnificenza alle serate. Le stelle nel cielo, i vicoli caratteristici, l’organizzazione impeccabile, il buon cibo, i pub e la musica, creano una esperienza unica e irripetibile, che ogni anno richiama grande pubblico di appassionati.

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About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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