Una serata al Pistoia Blues Festival: La fabbrica dell’assoluto

Ieri sera, sabato 14 luglio, a scaldare la Piazza Duomo di Pistoia ed inaugurare la serata, La fabbrica dell’assoluto ha presentato il suo rock progressivo: la band di origine romana, ha saputo creare sul palco una vera e propria atmosfera alternativa, coinvolgendo coloro che erano già in piazza alle ore 19.

Indossando tute da lavoro operaio blu, si è capito da subito che avevano una storia da raccontare. L’album, 1984:L’Ultimo Uomo D’Europa, si ispira al romanzo distopico di George Orwell, 1984, e rappresenta la critica alla società che sfrutta l’uomo e il suo lavoro, lo priva dell’identità, e lo perseguita spiandolo, osservandolo e, quindi, imprigionandolo. Hanno suonato brani come Bispensiero e l’Occhio del teleschermo, che ci fanno riflettere su quanto sia labile la nostra libertà di pensiero.  La stanza 101 è una canzone che racconta la paranoia e le sensazioni alienanti.

La fabbrica dell’assoluto ha infine presentato un brano tratto dal loro prossimo album, Un Uomo Nuovo, un vero e proprio gioiello in musica, che è anche una speranza per il domani di quello che prima era l’Ultimo Uomo d’Europa. Riuscire a trasportare idee così forti e rivoluzionarie in canzoni non è da tutti, anzi, la band ha dimostrato di poter esprimere in musica anche argomenti complessi e disturbanti, capaci di far aprire le coscienze di chi ascolta, attraverso la magia della musica.

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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