Casaleggio e il superamento della democrazia rappresentativa, verso una tecno-ideologia

Le parole di Davide Casaleggio hanno un che di profetico: “Tra qualche lustro supereremo la democrazia rappresentativa, è inevitabile”. Il presidente dell’Associazione Rousseau ha prefigurato un futuro in cui il parlamento, come quello presente, non sarà più necessario.

Che il Movimento Cinque Stelle fosse un partito pseudo-rivoluzionario era già una certezza ma preannunciare un futuro senza rappresentanza cittadina e un parlamento, è una utopia non necessaria: non esiste alcuna democrazia senza un parlamento, ma solo una dittatura illuminata dall’illusione della rete.

In questa profezia la rete restituirà il potere al popolo: l’utopia di Casaleggio diviene più che altro una Tecno-ideologia, perché coniuga il populismo all’informatica. La necessità di garantire un accesso più democratico alla rete e alla conoscenza è ormai superata dall’intento di creare una cittadinanza digitale.

La democrazia rappresentativa diviene visionariamente diretta: il cittadino si fa politico, partecipa in prima persona, il voto si trasforma in collegio via internet. Il parlamento si figura come una scatoletta da aprire e smontare, l’uomo sovverte lo stato e, per rendere tutto ancora più imparziale, le rappresentanze avverranno a sorteggio, a scatola chiusa.

Ciò decreta la fine del politico e, nel contempo la morte della politica, ma anche della democrazia. La politica privata e fai da te, come dice il costituzionalista Massimo Luciani, comporta ostacoli concettuali infatti una democrazia del genere non può esistere in quanto non sarà permesso il dialogo e il confronto, non ci saranno arbitri e figure super partes, è una Tecno-ideologia che ribalta l’ordine costituzionale.

L’idea scredita il ruolo della politica ma mette in discussione anche concetto di popolo: la massa indifferenziata che sentenza su ogni argomento online non costituisce alcuna certezza di governabilità.

Sandro Pertini diceva che “è sempre meglio la peggiore delle democrazie della migliore delle dittature“.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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