Due governi del cambiamento: Trump e Conte alla Casa Bianca

Trump ha riconosciuto il ruolo della leadership italiana nel Mediterraneo, in particolare in Libia. Il premier Giuseppe Conte è volato negli USA ieri per incontrare il presidente Donald Trump e, nella conferenza stampa tenutasi nella Casa Bianca i due hanno parlato di consensi, appoggi e amicizia.

Perché la politica italiana sulla immigrazione legale e illegale è cosa gradita al presidente degli Stati Uniti: “bisogna essere duri sui confini” ha detto Trump e ha richiamato l’attenzione al resto d‘Europa che dovrebbe prendere esempio dall’Italia.

“Con questo proficuo incontro abbiamo compiuto ulteriore passo in avanti per aggiornare la nostra cooperazione: siamo due governi del cambiamento, tante cose ci uniscono” ha dichiarato il premier Conte, felice dell’appoggio che il presidente concede anche dal punto di vista economico.

Foto tratta dall’account facebook di Giuseppe Conte che lo ritrae mentre firma il Guest Book della Casa Bianca

Per la prima volta, intanto, avviene il respingimento di 100 persone: una nave italiana ha soccorso un gommone con a bordo un centinaio di migranti e poi li ha reindirizzati verso Tripoli. La nave in questione Asso 28 ha eseguito le indicazioni della centrale operativa della Guardia Costiera che via radio da Roma ha ordinato al comandante di coordinarsi con la Guardia Costiera di Tripoli per riportare i migranti in Libia.

Nicola Frantoianni di Liberi e Uguali si trova come volontario sulla nave della Ong Open Arms e dichiara in un Tweet che i porti libici non rappresentano un luogo sicuro e che il salvataggio non è coerente.

Il rapporto Italia-Stati Uniti si fa sempre più stretto: l’alleanza italiana con la Libia da agli Usa la possibilità di non occuparsi direttamente della questione del Mediterraneo e della Libia ma lascia fare a che un governo amico come quello italiano gestisca in maniera dura il problema immigrazione proprio come Trump ha fatto in America. Il governo italiano ha molto più in comune con la linea di Trump di quello francese, infatti Tripoli diventa uno strumento di pressione sulla Francia.

Mentre la Francia non era d’accordo con la questione dei dazi su alluminio e acciaio l’Italia è salita di livello nei rapporti con l’America soprattutto sulla Libia.

Fonte: ilfattoquotidiano / Rainews

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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