Tria o Di Maio? Il deficit divide il governo

Una delle priorità del governo gialloverde è il cambiamento e per dare forza ai suoi intenti ha preso la decisione di non fermarsi a parlare di decimali.

In una nota di aggiornamento al Def si è spiegata l’esigenza i spingere il deficit oltre il muro del 2%, ad almeno 2,4%. La manovra di bilancio del Movimento 5 Stelle lancia la sua sfida al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e all’ala prudente dentro e fuori l’esecutivo, che cerca di mantenere l’argine entro l’1,9% per evitare di andare allo scontro frontale con la Commissione europea.

Nel pomeriggio di oggi i principali dirigenti della maggioranza parlamentare e del governo si riuniranno per prendere la decisione più difficile da quando il governo del Movimento 5 Stelle e della Lega si è insediato lo scorso giugno: quanto spendere nel corso del 2019.

Secondo le previsioni, l’esito dell’incontro potrebbe mantenere il deficit poco sotto o intorno al 2 per cento, una cifra che non preoccupa gli investitori e che darebbe un margine di manovra per attuare le proposte del M5s come il reddito di cittadinanza. 

Il deficit indicato nella Nota di Aggiornamento al Def non è vincolante e può essere modificato durante la stesura della legge di bilancio, la legge vera e propria che stabilisce quali e quante spese effettuare per l’anno successivo.

Fonte: ilPost

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