Il rimpatrio che non funziona

Ci sono voluti oltre 100 agenti della forze dell’ordine per espellere un gruppo di sette tunisini. La vicenda inizia con un gruppo di agenti che preleva i tunisini dal Cpr di corso Brunelleschi a Torino e arriva all’aeroporto di Fiumicino, dove è previsto l’arrivo di altri tunisini, scortati da ulteriori poliziotti.

Gli agenti sono in tutto un centinaio, partiti in bus da varie città d’Italia.

Ma il volo charter che avrebbe fatto scalo a Palermo  per poi dirigersi in Tunisia ha un guasto al motore e non può partire.

Il viaggio era durato 10 ore e perlopiù di notte, fino alla imbarazzante sorpresa: dopo 5 ore di attesa per capire il da farsi arriva la notifica del questore che obbliga i 7 tunisini di Torino e gli altri 8 a lasciare l’Italia entro una settimana.

Sono stati lasciati immediatamente andare, liberi nel paese in cui vivono da irregolari e per loro l’espulsione sarebbe prevista solo se venissero bloccati di nuovo. Inoltre gli agenti, dopo un turno di 20 ore, non hanno ricevuto il pagamento degli straordinari, soprattutto quelli notturni. 

Un episodio imbarazzante, che denuncia un sistema delle espulsioni non funzionante e che rende vano qualsiasi sforzo da parte delle forze dell’Ordine.

Domani, 18 settembre il vicepremier Matteo Salvini incontrerà il suo collega tunisino a Roma, Hichem Fourati,  per trovare un accordo nell’intenzione di potenziare i rimpatri con i voli charter.

Finora, però, Tunisi si è mostrata restia a questa ipotesi e comunque, qualora i migranti intendessero presentare domanda d’asilo, prima di un rimpatrio concordato andrebbero esaminate le istanze per non rischiare una condanna dalle Corti internazionali per i Diritti dell’Uomo. 

Sono pochi infatti gli accordi di riammissione tra il nostro paese e i paesi africani e, anche laddove questi esistono, la loro applicazione da parte di governi e autorità locali è discontinua e disomogenea. A questo si aggiungono i costi economici molto alti di un provvedimento che richiede la messa in moto di una complessa macchina burocratica.

Fonte: Repubblica

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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