La manovra d’autunno: Bonus degli 80 euro, aumento dell’Iva e Flat Tax

I tre capitoli su cui ruota la manovra economica d’autunno sono l’aumento dell’Iva, la Flat Tax e il famoso Bonus degli 80 euro ereditato dalla politica renziana.

Per quanto riguarda il bonus degli 80 euro, la misura voluta da Matteo Renzi nel decreto Irpef dell’aprile 2014 prevede che i lavoratori con un reddito tra gli 8 mila e i 24 mila euro annui, (poi aumentato a 26 mila) abbiano in busta paga un bonus di 80 euro mensili, 960 in totale all’anno.

Il decreto venne sin da subito criticato aspramente da Movimento Cinque Stelle e dalla Lega, bollato come inutile mancia dai meri scopi elettorali. Il tutto è valso per i cittadini l’incasso di 11,5 milioni a fine anno, ma il punto debole della manovra si è rivelato quando quasi 2 milioni sono stati restituiti a causa dei contratti a termine che hanno portato ad un superamento della soglia.

La misura però vale circa 9 milioni, che il nuovo governo intende usare per far fronte alla Flat Tax: potrebbe infatti essere azzerato per finanziare il primo modulo della flat tax per le persone fisiche, che debutterà con la Legge di Bilancio del 2019, insieme all’estensione della tassa forfettaria del 15% per le imprese e le partite Iva. La Flat Tax ridurrà l’evasione fiscale insieme al riordino delle agevolazioni fiscali.

L’aumento dell’Iva invece riguarderà tutti, perché andrà ad impattare su ogni bene acquistato, il governo dovrebbe evitare che l’Iva ordinaria passi dal 22% al 24,2% e quella agevolata dal 10% al 11,5%.

Per quanto riguarda la Legge Fornero, e il suo superamento, sul tavolo dovrebbe esserci una norma per l’introduzione della cosiddetta “quota 100“, ovvero la soglia per andare in pensione data dalla somma degli anni lavorati e di quelli contributivi. L’asticella dell’età dovrebbe invece essere fissata a 64 anni.

Per disinnescare l’aumento dell’Iva servono le risorse che la manovra dovrebbe portare. Lo scopo del governo giallo-verde sarebbe quindi quello di farsi finanziare in deficit, ottenendo dalla Ue una flessibilità sul rapporto deficit/Pil dello 0,8 %. Di Maio fa sapere che potrebbe giungere anche ad una flessibilità dell’1%, eliminando dal deficit di bilancio gli investimenti pubblici.

Le vere scelte si faranno in autunno: Salvini ha smentito stamani l’intenzione di eliminare il bunus degli 80 euro. Il resto è da vedere.

Fonte: Quotidiano.net

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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