Salvini: “5 stelle, altri no e cambia tutto, basta attacchi”

Il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini ha rilasciato un’intervista a Repubblica in cui ha affrontato i temi di attualità a partire dal caso Lega-Russia fino al futuro del governo.

“Mi chiedo cosa mai debba riferire Conte sulla Russia – ha affermato -. D’altronde lui ribadisce ogni giorno che è il presidente del Consiglio. Chi l’ha mai messo in dubbio? Io non mi alzo la mattina dicendo “Matteo sei il ministro dell’Interno, accidenti!”. Detto questo ci andrò in Parlamento, a ribadire quello che ho sempre detto

Se c’è una inchiesta possono cercare quello che vogliono, ma non trovano un euro, un dollaro, nulla. Trovano sicuramente la convinzione che i rapporti con la Russia siano fondamentali, che Putin sia un grande uomo di Stato e che le sanzioni siano sbagliate. Cosa c’entra con i presunti finanziamenti? Niente. Non c’è nessun presunto finanziamento. Se da due anni stanno dietro a Trump, senza trovare nulla, figuriamoci se non se la prendono con me”.

Sull’essere sotto attacco per l’intenzione di rivoluzionare l’Europa, Salvini ha risposto: “Nulla succede per caso. Diciamo che c’è sistema bene organizzato. Io ho le mie idee, ma sono tranquillo sulla corruzione e quelle fantasie lì. Sa di cosa sono colpevole? Di voler avere buoni rapporti con la Russia. Al di là della Russia, che non è niente, il problema è l’atteggiamento in generale”.

Sulla finestra elettorale per diventare premier: “Io non credo alle finestre e non credo che restino solo due o tre giorni. Dieci? Neanche, non è così stretta. Poi c’è l’autonomia, la riforma della giustizia, la manovra. Con questi tre passi vado avanti, con tre no cambia tutto“.

Su come andare avanti, il vicepremier ha affermato: “Lo chiederò a Conte e a Di Maio. Gli attacchi e gli insulti del Pd ci stanno, ma qui ogni giorno due o tre esponenti cinquestelle si alzano e attaccano Salvini. Attilio Fontana e poi Siri, Rixi, Molinari, Romeo, per qualcuno sono tutti colpevoli e ladri a prescindere, atteggiamento poco democratico”.

“È una scelta dei 5 Stelle, le cose o si fanno o non si fanno. Mi auguro che il loro voto a Merkel e Macron non significhi una manovra alla Monti. Il buongiorno si vede dal mattino e io non so se Ursula von der Leyen sta lì che aspetta di fare crescere l’Italia. Fra qualche mese chiederemo conto a chi l’ha votata, perché avremmo potuto cambiare la storia. Non bado alla mia convenienza immediata. Certo, se questi vanno avanti a far così…”.

Fonte: repubblica.it

About Amedeo Menci

Nato nel 1994, sono giornalista pubblicista. Appassionato di sport, amo inoltre il Cinema e le serie TV

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