Scontro M5s-Lega sulle Grandi Opere: sul tavolo ILVA, Tav e Tap

Ieri il ministro del Sud Barbara Lezzi del M5s,  da sempre fautrice dello stop al gasdotto Tap, ha dichiarato che “al Sud servono altre infrastrutture”.  Nello stesso tempo il vicepremier Salvini ha indicato i vantaggi del gasdotto, tra cui il taglio del 10% ai costi dell’energia.

Le visioni del Movimento cinque stelle e della Lega sulle Grandi Opere sono diverse: al Movimento rischiano di costare caro anche in termini elettorali. “Strade sicure, ferrovie, scuole, ricerca, università, bonifiche, anti-dissesto idrogeologico, energia pulita. Questi sono gli investimenti che L’Italia aspetta”, questi sono i punti focali, secondo la pentastellata Lezzi, mentre Tav e Tap hanno sempre rappresentato dei nemici da bloccare ad ogni costo. Le priorità, soprattutto al sud, per il movimento, sono ben altre.

La TapTrans Adriatic Pipeline, fa parte del Corridoio meridionale del gas (Southern Gas Corridor o Sgc), un insieme di progetti di infrastrutture finanziati dalla UE destinati a differenziare le fonti e gli approvvigionamenti grazie al trasporto di nuovo gas naturale, proveniente dall’Asia centrale.

Fra i sistemi di gasdotti più complessi mai realizzati al mondo, copre quattro mila chilometri, (550 chilometri in Grecia; 215 chilometri in Albania; 105 chilometri nell’Adriatico e 8 chilometri in Italia).

 

 

La questione problematica subentra nella considerazione di quanto il gas costi all’Italia, in termini di importazione: la Russia detiene il monopolio del gas naturale in Europa, e molti lo ritengono un’arma strategica nelle mani della diplomazia russa. Non ci sono altre infrastrutture in grado di allentare la presa delle mani russe sul gas europeo. Anche l’amministrazione americana è d’accordo sulla partita che si sta giocando.

Riguardo la Tav Di Maio spiega: “la Tav? È nel contratto di governo. Ma sono anche contento che il ministro dell’economia francese che ho incontrato questa settimana abbia detto che capisce i miei dubbi sulla Tav Torino-Lione”. L’esame spetta al governo, che dovrà valutare la convenienza costi-benefici.

Anche in questo caso, lo scontro politico tra destra, Lega e Movimento continua a dettare legge, perché i continui no dei cinque stelle continuano a mantenere l’incertezza intorno alla questione, che sembra farsi un gioco di voci.

Oggi, lunedì 6 agosto avrà luogo il vertice sull’Ilva: il ministro Luigi Di Maio ha dichiarato di ritenere ancora inadeguata l’offerta occupazionale e ambientale della multinazionale siderurgica ArcelorMittal, che però si impegna ad abbattere le emissioni inquinanti e accorciare i tempi di realizzazione degli interventi.

Intanto che il ministro cerchi di ottenere i chiarimenti necessari, si fa avanti la strada per il movimento della chiusura dell’Ilva, argomento che aveva fatto ottenere i consensi di Taranto al Movimento cinque stelle.

Al tavolo del Mise oggi si parlerà invece di occupazione, il ministro Di Maio e i commissari dell’Ilva devono sciogliere, entro il 15 settembre, data ultima per la chiusura della trattiva tra governo e acquirenti, il nodo ambientale e quello occupazionale.

Il piano Mittal prevede 4mila esuberi degli attuali 14mila occupati nei diversi stabilimenti italiani. I sindacati fanno muro: o tutti entrano nel progetto del nuovo gruppo o il rischio alto sarà ancora agitazione.

 

Fonte: Ansa/ilSole24ore

About Ilaria Marcoccia

Giovane scrittrice, futura editor, giornalista per passione e curiosità. Sempre a caccia di una storia che valga la pena di essere raccontata

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