Allarme dall’ISS: “circa 20 anni ci restano da vivere su questo pianeta”

Circa 20 anni ci restano da vivere su questo Pianeta prima di venire devastati dai cambiamenti climatici“, questo è quanto sostiene l’Istituto superiore sanità che attraverso il Presidente Walter Ricciardi ci spiega quale sia la reale situazione in cui ci troviamo quando parliamo di clima e salute.

«Le nostre sono previsioni collegate a una serie di fenomeni in atto – ha spiegato Ricciardi – A partire dal riscaldamento globale, che porta a un aumento della temperatura con tutte le conseguenze che ne derivano. Si pensi che dei 16 anni più caldi mai avuti dal 1880, quando si è cominciato a misurare la temperatura, 15 si sono concentrati dal 2000 in poi. Ovvero si è avuta un’accelerazione che, di fatto, sta già portando migliaia di persone a morire».

Il rischio principale è che i nostri nipoti non possano più stare all’aria aperta per gran parte dell’anno. Ma perché? A causa dell’aumento delle temperature che porterà ad un incremento delle vittime, i 70mila morti del 2003 dovrebbero farci riflettere su quanto questo rischio sia concreto. Si tratta di un Olocausto a fuoco lento.

Più in generale, studi recenti sugli effetti a medio termine delle variazioni climatiche hanno evidenziato un aumento dell’incidenza di malattie infettive nella popolazione, correlato con eventi estremi. Già nel 2010 l’ Iss ha analizzato i numeri di casi per malattie trasmesse da agenti legati in modo diretto o indiretto all’acqua, pubblicati nella banca dati del ministero relativi ad alcune malattie nel periodo 2003/2009, e si è visto, dal confronto con i dati presenti nel database delle alluvioni, che l’incidenza di alcune patologie infettive (epatite A, legionellosi, malattie infettive) era aumentata in alcune regioni dove si erano verificati importanti eventi alluvionali.

Fonte: Ansa.it / Il Messaggero.itTgcom24.it

About Veronica Pozzi

Laurea Triennale in Servizio Sociale presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Laureanda magistrale in Management delle Politiche Sociali e dei Servizi Sociali presso l'Università degli Studi Roma 3.

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