Apparentemente snelli ma in realtà “obesi dentro”

Ogni organismo vivente necessita di energia per mantenere e sviluppare le proprie reazioni e funzioni vitali. Questa energia è fornita principalmente dall’alimentazione cioè assunzione, ingestione e digestione di sostanze nutrienti. Da sempre il consumo di alimenti ha presentato un potenziale rischio per la salute dei consumatori.Lo sviluppo delle tecnologie alimentari e gli allevamenti intensivi,se da un lato, hanno incrementato la disponibilità di alimenti,dall’altro hanno generato nuovi scenari e nuove problematiche e nuovi scenari.

A mettere in guardia sono gli esperti della Società Italiana di Medicina Interna (Simi), in occasione del 119/mo Congresso Nazionale.Tanti sono infatti coloro che, pur essendo magri, hanno un metabolismo simile a quello di chi è in sovrappeso, ossia caratterizzato da un accumulo di depositi di grasso nel sangue o nel fegato.

Franco Perticone, presidente della Simi afferma che i “metabolicamente obesi”  possono contrarre problematiche analoghe a  quelli con soprappeso, in particolare, il fegato grasso, o steatoepatite non alcolica , che può predisporre allo sviluppo di malattie croniche come la cirrosi e il tumore del fegato.

Adottare corretti stili di vita può far regredire almeno in parte la steatosi. Ma non basta.

In alcuni casi servono necessariamente dei  farmaci in grado di mettere ko questo killer subdolo del fegato. Questi farmaci sarebbero in grado di prevenire la progressione verso la cirrosi epatica o l’epato-carcinoma. Farmaci, però, non  sono ancora disponibili.

Fonte: Ansa.it

About Veronica Pozzi

Laurea Triennale in Servizio Sociale presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Laureanda magistrale in Management delle Politiche Sociali e dei Servizi Sociali presso l'Università degli Studi Roma 3.

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