La sentenza della Cassazione evidenzia, ancora una volta, la mancata correlazione tra autismo e vaccini

Confermata dalla Cassazione l’archiviazione – pronunciata dal gip di Milano lo scorso 4 settembre – della denuncia per lesioni e abuso d’ufficio presentata dai genitori di una bimba con autismo infantile che, ad avviso di padre e madre, si sarebbe sviluppato a causa delle vaccinazioni obbligatorie.

Secondo la Suprema Corte, non sono “sindacabili in sede penale” le “direttive ministeriali fondate sulle risultanze dei più recenti studi epidemiologici” che hanno escluso il nesso vaccino-autismo e dunque non si configura alcun reato.

Non esiste, , una “plausibilità biologica” di relazione tra i due eventi (vaccinazione e manifestarsi della malattia).

Ma come è nata questa falsità? Andrew Wakefield, ex chirurgo inglese, pubblicò nel 1998 su Lancet un articolo in cui sosteneva la correlazione, poi smentita da numerosi altri studi, tra il vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia e l’autismo.

Dopo l’uscita del suo lavoro, le coperture vaccinali nel Regno Unito sono scese dal 90 al 70% e di conseguenza i casi di morbillo, di cui alcuni gravi o addirittura fatali, sono aumentati. Nessuna delle ricerche successive a quella di Wakefield ha mai messo in evidenza alcun possibile rapporto tra vaccini e autismo. Non solo: si è scoperto che i dati dall’ex medico pubblicati erano stati volutamente inventati, per presunti interessi economici.

Fonte: Ansa.it / CorrieredellaSera.it

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